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Meditazione dell'albero

Meditazioni, spunti di riflessione, ...
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Meditazione dell'albero

Postby shanti » 07/04/2010, 10:15



IL POPOLO IN PIEDI

“Il Popolo in Piedi, gli Alberi, sono le nostre Sorelle e i nostri Fratelli. Sono i Signori del
Regno Vegetale. Essi forniscono ossigeno a tutti i figli della Terra.
Elevano le Energie… guariscono…e fanno molto ancora…
I Cherokee insegnano che le Persone in Piedi sono luoghi energetici di
Madre Terra che trattengono la memoria specifica di cio’ che e’
accaduto in quel luogo.
Il Popolo in Piedi e il Popolo di Pietra si bilanciano in qualita’ di
donatori e detentori. Il Popolo in Piedi vede le necessita’ di tutti i
Figli della Terra e si applica a fungere da soccorritore. Ciascun
Albero, ciascuna pianta ha i propri doni, talenti e capacita’ da
condividere. Esempio: -la Betulla offre l’essenza della verita’
e le lezioni di rettitudine con se stessi
-il Pino insegna le lezioni dell’armonia con se stessi e
con gli altri e aiuta fisicamento i polmoni
-Il Noce ci insegna la chiarezza o la concentrazione che si ottiene per
mezzo di capacita’ mentali e un buon uso dell’intelligenza etc….
Il popolo in Piedi ci insegna ad affondare le nostre radici profonde
nella Terra per ricevere nutrimento spirituale e l’energia di
collegamento che mantiene i nostri corpi in salute.
Se facciamo questo impariamo a dare. Dobbiamo alimentarci tramite la
nostra connessione con Madre Terra per poter dare prodigalmente. La
radice del SE’ e ‘ la dove si raduna la Forza.
Rimani immobile e diventa come gli Alberi per osservare cio’ che sta
crescendo nella tua Foresta.
Estirpa tutto cio’ che puo’ inibire la tua crescita futura e
potrai ergerti dignitoso tra le tue Relazioni con gli Alberi”

(Jamie Sams)



MEDITAZIONE DELL’ALBERO


Seduti diritti, respirate e rilassatevi. Lasciate che i pensieri arrivino e scivolino su di voi. Ripassate la vostra giornata, e lasciate che ogni emozione, pensiero, azione scivoli su di voi, senza attaccarsi. Rivedete la vostra giornata e offritela alla Creazione, senza giudizio.
Prendete contatto con la parte più profonda di voi stessi e, semplicemente, state.

All’interno di voi stessi siete all’interno dell’Universo, ciò che è dentro è fuori, ciò che è in basso è in alto. Potete quindi accedere a qualsiasi informazione, essere in contatto profondo con qualsiasi cosa, e questa sera entreremo in contatto con il Regno Vegetale. Diventeremo un albero.

Diventate un albero, sentitevi un albero, vivete come un albero.
Sentite le vostre radici che scendono nella terra. Sono le radici di un albero, servono a fissarvi al terreno, a rendervi solidi e sicuri, e a nutrirvi, prelevando dal terreno l’acqua, il nutrimento di cui avete bisogno per crescere e vivere. Con le vostre radici avete investigato il terreno, scegliendo i punti migliori per attecchire, cercando la via che vi pareva di minor resistenza, avete usato una saggezza antica e basilare, che ha fatto sì che sapeste cosa fare e dove farlo. Le radici sono la vostra parte antica, profonda, nascosta.
Ora percepitevi nel vostro tronco. Siete il vostro tronco e siete dentro al vostro tronco. E sentite com’è: alto, basso, tozzo o sottile, dritto o contorto. Percepite la vostra corteccia che vi contiene, isola e protegge. Sentite la linfa che scorre al vostro interno fin nel vostro cuore più intimo, più “tenero”. Sentite come siete protesi verso l’alto, come siete nella posizione che vi ha più avvicinato alla luce, percepite quello che c’è intorno a voi, sentite gli altri alberi, sentite se avete poco o molto spazio intorno a voi, se vivete in una foresta piena di altri alberi simili a voi o se siete isolati su una collina, se fate parte di un filare ordinato. E siate anche i vostri rami, che si sono estesi ed innalzati sopra di voi, la parte di voi che si espande verso l’alto, verso il cielo. Il punto dove, ogni primavera, la vostra rigenerazione è più evidente, dove si formano boccioli e nascono foglie, dove forse crescono e maturano frutti, dove il regno animale fa la sua casa e porta avanti i suoi cicli vitali.
Voi siete l’intero albero, in ogni sua parte, in ogni sua specificità. Quando qualcosa accade ad una parte dell’albero, qualcosa accade a tutto l’albero. Cosa succede se un ramo si secca? Provatelo. Uno dei vostri rami si secca, e voi potete sopravvivere, ma senza più una parte di voi. Provate la sensazione della possibilità infinita della rigenerazione e della sopravvivenza.
Un incendio può bruciare parti dell’albero, ma lasciare intatta la sua essenza, che, lentamente, con determinazione e costanza, ricomincerà a crescere e produrre, a riprodurre se stesso in un arco di tempo diverso dal nostro, lento, lunghissimo, infinito rispetto al tempo di ogni singolo frutto.

Percepite la sensazione di essere una singola individualità che è, al tempo stesso, un insieme di parti diversissime tra loro: radici, foglie, semi, corteccia, frutti, linfa….. Siate il tutto e una parte del tutto, e sentite come siete profondamente connessi con ciò che vi circonda: dipendete dalla terra e dall’acqua, scambiate qualcosa di voi con l’aria, avete bisogno del fuoco del sole, ma il fuoco del fulmine può uccidervi. Siete all’interno di un potentissimo ciclo naturale, ma non ne siete in balìa, ne siete parte integrante. Contribuite al vostro ecosistema, animali si nutrono grazie a voi, o grazie a voi trovano rifugio. Il ciclo annuale del sole, della luce e delle stagioni è vitale per voi, è una parte di ciò che voi stessi siete, è ciò grazie a cui vi manifestate in un modo anziché in un altro.
Restate, per un po’, alberi, e sentitevi parte di un tutto che è parte di voi.

Visualizzate ora una nuvola rosa che dal vostro cuore esce e si diffonde tutto intorno a voi, una nuvola di puro amore. Espandete ora la nuvola alla stanza che avete intorno, poi al palazzo, alla città ed alla nazione ed infine al mondo intero. Lasciate che la vostra nuvola si fonda a quelle degli altri che in questo momento in altre parti del globo stanno facendo la stessa cosa. Lasciate che Madre Terra sia nutrita e curata dalla nuvola d’amore e poi lentamente ritornate al vostro corpo fisico. Lasciate che il respiro entri profondamente in voi ed iniziate a muovere le dita delle mani e dei piedi e riprendete contatto con la vostra parte materiale e solo quando sarete pronti potete riaprire gli occhi.
Tutte le volte che ne sentirete il bisogno tornate a trovare il vostro nuovo amico, attraverso questi esercizi vi accorgete della incredibile forza ed energia di cui sono dotati gli alberi e dell’aiuto sia fisico sia psichico che sapranno donarvi.

dal blog del nostro Comandante Kanta . Lunga vita e prosperità mon Capitain.

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Meditazione dell'albero

Postby Astralis » 07/04/2010, 19:37





Lunga vita e prosperità Sorella Stellare



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Meditazione dell'albero

Postby shanti » 07/04/2010, 20:17

Grazie carissimo Kanta.
Ho conosciuto, nella foresta di Merlino, in Bretagna, una grande Quercia che ha mille anni.
E' nodosa, cava all'interno, con i grandi rami stanchi appoggiati a terra, ti guarda, parla, comunica all'anima.... quante cose ha visto, quante persone sono passate davanti a lei!


eccola, dieci metri di circonferenza...




Con la libertà del vento e la luce delle Stelle, con il potere della Terra e la forza delle Acque, scelgo di creare l'Unità, nell'Onda cosmica della Luce Pura.
Nella Luce di Michele. shanti
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Meditazione dell'albero

Postby Astralis » 08/04/2010, 9:22

Wow! Ma è molto particolare! La sua forma…i suoi nodi…
Già solo a vederlo in fotografia… si percepisce la sua magia!
E poi sembra proprio il classico albero delle storie fantasy.

Qualche anno fa ho avuto l’esperienza, di vedere e toccare
Il Castagno dei cento cavalli, a Sant Alfio in Sicilia.
Ci sono arrivato per caso… non ne conoscevo l’esistenza.
Quel giorno stavo bighellonando qua e là per le strade siciliane,
nella zona di Catania…ad un cero punto vedo un cartello con scritto
“Il Castagno dei Cento Cavalli”, già il nome solleticava la mia fantasia…
eccolo!

...un po di storia:
La sua circonferenza era di circa 52 metri e un tempo era considerato
il più vecchio d'Europa (la sua età è stimata tra i 2000 e i 3000 anni).
Testimonianza della sua vetustà sono le innumerevoli stampe e dipinti di
artisti stranieri dei secoli scorsi, che trovatesi a passare innanzi all'albero
più grande che avessero mai visto si fermavano ad immortalarne le forme.
Il tempo, le intemperie e la cattiveria dell'uomo, hanno in qualche modo
cambiato il suo aspetto esteriore, che si presenta diviso in tre tronconi
originati da un unico ceppo.

La leggenda:
Il nome a questo immenso albero fu dato quando, secondo una leggenda locale, attorno al XIV sec. la Regina Giovanna d'Aragona durante una escursione sull'Etna, fu sorpresa da un violento temporale insieme alla sua corte formata appunto da un centinaio di nobili e servi a cavallo, e si rifugiò sotto le enormi fronde di quest'albero.
Attorno al '700 fu addirittura costruita una casa in legno ed una stalla con un magazzino per la raccolta delle castagne.


ma… visto che sono un curioso … mi sono chiesto quale sarà l’albero più vecchio del mondo?

L'albero più vecchio del mondo è stato scoperto in Svezia ed esiste dall'ultima glaciazione.
Si tratta una conifera salvata per caso dal taglio delle foreste.L'abete rosso che ha 8.000 anni.


E' l'albero più antico del mondo.Ottomila anni fa, l'Europa era ancora quasi completamente coperta dai ghiacci dell'ultima glaciazione che era da poco terminata, ma qua e là alcune aree particolarmente battute dal sole davano modo alla vegetazione di conquistare propri spazi.


In un angolo sperduto al confine tra la Svezia e la Norvegia semi di pecci, una conifera sempreverde, attecchivano tra le rocce. Da essi sarebbero nati rigogliosi alberi che sono sopravissuti fino ai nostri giorni. Uno di essi è stato recentemente datato da Leif Kullman, botanico all'università Umea (Svezia),






che spiega: "Abbiamo trovato il gruppo di alberi nel centro della Svezia, in un luogo che solo per puro caso non è stato interessato dal taglio che interessa le foreste della regione. L'intento era quello di capire come quelle piante fossero in grado di resistere alle severe condizioni invernali dell'area. Tra gli studi eseguiti abbiamo fatto datare al carbonio 14 in un laboratorio specializzato di Miami (Florida) le radici più antiche di una delle piante. Con sorpresa abbiamo appreso che esse hanno un'età di 8.000 anni. La scoperta fa di questo albero, e probabilmente del gruppo a cui appartiene, il più antico organismo vivente oggi conosciuto". Fino ad ora l'albero più antico noto ai botanici era "Matusalemme", un pino Bristlecone che vive vicino Las Vegas, sulle pendici della White Mountains, il quale ha un'età che si aggira attorno ai 5.000 anni. Altri alberi monumentali vecchi di migliaia di anni sono noti in Iran, dove un cipresso ha superato i 4.000 anni d'età, in Cile dove un'altra pianta simile ha compiuto i 3.600 anni. Alberi da 2-3.000 anni sono poi innumerevoli e presenti un po' in tutto il mondo. In Italia il censimento degli alberi monumentali è stato realizzato dal Corpo forestale dello Stato che ne ha individuati circa 150. Dal lavoro si scopre che l'albero più antico della nostra penisola vide gli uomini che costruirono i nuraghi sardi, con un'età che si aggira attorno ai 3.000 anni. Si tratta dell'oleastro di San Baltolu di Luras, in provincia di Sassari. Dal punto di vista scientifico si tratta di un Olea europaea oleaster, in altre parole un olivo selvatico. Un esemplare di 15 metri di altezza e 11 metri di circonferenza. E' stato datato contando gli anelli di accrescimento. Questo progenitore dell'ulivo è oggetto di ricerca, perché si sta tentando di clonarlo. Al momento una cinquantina di piantine contengono nel loro Dna metà del patrimonio genetico dell'albero di San Baltolu e metà di una sua figlia di circa mille anni. Nel Parco dell'Etna, nel comune di Sant'Alfio, è nota l'esistenza del vecchissimo "Castagno dei cento cavalli". Avrebbe un'età compresa tra i 2 e i 3.000 anni, anche se alcune analisi sostengono che sarebbe ancora più antico dell'oleastro sardo.

Un a Tutti
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Meditazione dell'albero

Postby shanti » 09/04/2010, 11:33

Grazie Astralis, che meraviglie questi colossi della natura e questo vecchio nonno di ottomila anni che ha visto la terra mutare sotto di lui!
La quercia di cui ho parlato, si chiama Quercia di Ghillotin, perché l'Abate Guillotin rimase nascosto all'interno del tronco per settimane per sfuggire a coloro che gli davano la caccia nel periodo del terrore.
In effetti l'interno può tranquillamente ospitare un uomo. Ora per fortuna non è più permesso entrare, per non danneggiare e ...disturbare, il maestoso Essere.
Ciao.
Con la libertà del vento e la luce delle Stelle, con il potere della Terra e la forza delle Acque, scelgo di creare l'Unità, nell'Onda cosmica della Luce Pura.
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