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Traumi e sistema nervoso

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Traumi e sistema nervoso

Postby shanti » 04/06/2012, 16:14

Cosa succede al sistema nervoso quando una persona vive una situazione di pericolo, si sente minacciata? Quale meccanismo entra in gioco se, ad esempio, ci troviamo da soli in una strada buia e vediamo alcuni individui poco raccomandabili avvicinarsi a noi, o se qualcuno ci aggredisce, oppure quando stiamo per essere coinvolti in un incidente stradale? Si tratta dello stesso meccanismo che agisce nella gazzella inseguita dal ghepardo.

Trauma e sistema nervoso. Come abbiamo visto nel diagramma di flusso del sistema nervoso riportato nelle pagine precedenti, quando i nostri sensi fisici (vista, udito, olfatto, tatto, gusto) captano un qualche segnale di pericolo, entra in azione il sistema nervoso simpatico: ciò corrisponde alla curva ascendente del diagramma di flusso. Questa fase è detta di attivazione del sistema nervoso autonomo.

Se ci accorgiamo che il pericolo non c’è (ad esempio, i tipi loschi si allontanano, oppure riusciamo a entrare in un bar affollato, dove ci sentiamo al sicuro, protetti), entra in azione il sistema nervoso parasimpatico (curva discendente), e ci calmiamo. Siamo nella fase di autoregolazione del sistema nervoso autonomo. Un sistema nervoso in grado di autoregolarsi è sintomo di benessere, salute, forza e presenza cosciente nel momento.

Più è ampia la fascia di autoregolazione del sistema nervoso, più grande sarà la resilienza di una persona alle situazioni di stress o pericolo. In altre parole, l’individuo sarà maggiormente in grado di stare presente a se stesso in situazioni di minaccia, violenza o stress, e potrà così agire dandosi tutto il tempo di verificare cos’è meglio fare per sé anziché reagire perdendo la testa o facendo delle sciocchezze.

Ma quando il pericolo cresce (ad esempio, i tipi loschi si avvicinano e si rivolgono a noi con toni minacciosi), l’energia della curva ascendente continua a salire, fino a sforare il livello più elevato (linea orizzontale superiore), corrispondente nella gazzella al momento in cui inizia a correre per fuggire dal predatore.

Questo stato viene detto di sovrattivazione. Qui tutte le risorse sono impegnate nella fuga o nella lotta, e non c’è spazio per altro. Allo stesso tempo, accade però che anche il parasimpatico si attivi (sforamento della linea orizzontale inferiore). In situazioni come queste, è come se l’organismo fosse un’automobile con il pedale dell’acceleratore premuto contemporaneamente a quello del freno.

Ecco allora che l’organismo rimane come incastrato tra questi due estremi, inceppato, e fluttua molto velocemente sopra e sotto. Si tratta di quella tipologia di disturbi spesso definita bipolare in ambito psicologico.

Nello stato di sovrattivazione del ramo simpatico del SNA si viene colti da sintomi come rabbia, panico, tensione muscolare, rigidità, iperattività, perenne stato di allerta (come se dovesse succedere qualcosa di brutto da un momento all’altro).

Nello stato di sovrattivazione del ramo parasimpatico si assiste a disturbi come depressione, dissociazione, esaurimento fisico e nervoso, sensazione di essere scollegati da se stessi dal mondo, mancanza di forza (si tratta soltanto di qualche esempio, poiché la gamma è davvero enorme): ecco una visione energetica sui ben noti disturbi bipolari che condizionano pesantemente la vita di molte persone.

L’energia che dovrebbe essere impiegata per difendersi o fuggire rimane così bloccata all’interno del corpo, letteralmente congelata. E le fluttuazioni tra lo stato di sovrattivazione e di sottoattivazione possono perdurare o ripresentarsi nel tempo anche a distanza di mesi, anni o decine di anni. Ciò accade ad esempio nei casi in cui uno stimolo esterno anche apparentemente banale (una parola, un gesto, una situazione, ecc.) fa da innesco alla situazione traumatica poiché ricorda al nostro sistema nervoso autonomo l’evento dal quale il corpo non è mai uscito del tutto.


Tratto dal libro “Guarire i traumi” del Dr. Marco Massignan, lo trovi QUI: http://www.unoeditori.com/ecom/article/guarire-i-traumi
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Re: Traumi e sistema nervoso

Postby Angel » 04/06/2012, 20:20

L’energia che dovrebbe essere impiegata per difendersi o fuggire rimane così bloccata all’interno del corpo, letteralmente congelata. E le fluttuazioni tra lo stato di sovrattivazione e di sottoattivazione possono perdurare o ripresentarsi nel tempo anche a distanza di mesi, anni o decine di anni. Ciò accade ad esempio nei casi in cui uno stimolo esterno anche apparentemente banale (una parola, un gesto, una situazione, ecc.) fa da innesco alla situazione traumatica poiché ricorda al nostro sistema nervoso autonomo l’evento dal quale il corpo non è mai uscito del tutto.

Grazie Shanti, questo mi riporta a un percorso fatto con un terapeuta un paio d'anni fa, lui mi parlava proprio di energia congelata e mi ha aiutato a suo tempo a sentire di nuovo quella forza che non pensavo di possedere ma che era invece letteralmente bloccata a causa di traumi dell'infanzia.....mi fa riflettere anche su una situazione che sto vivendo ultimamente dove ho riprovato la sensazione di essere congelata, priva di energia.....
Un abbraccio luminoso stella :emtc33: :emtc5:
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